Mi perdoneranno i miei lettori, sia perché esco dal mio contesto abituale – la Potenza che era – per affrontare un fatto di attualità, sia perchè lo scopo non tanto recondito è quello di soddisfare una necessità personale.
Mi riferisco alla vistosa segnaletica che si è concretizzata su viale dell’Unicef, alias fondovalle di via Mazzini, poco dopo l’inizio dell’anno.
Apparsi coperti nel periodo di Natale, i cartelli sembravano quasi una sorta di regalo alla cittadinanza per le festività di fine anno. Poi, il giorno della verità, rimossi i teli che li nascondevano ai nostri occhi attenti, la curiosità si è traformata in dubbio amletico. Cosa significavano le indicazioni sui cartelli? E, soprattutto, cosa voleva essere la lunghissima striscia gialla dipinta di fresco sull’asfalto?
Una corsia preferenziale non era, visto che tale segnaletica – per quanto è a mia conoscenza – prevede l’indicazione in orizzontale dei veicoli abilitati al transito ed in verticale un esplito divieto di transito per quelli non abilitati. Ma cosa ancora più strana è la topologia: da un lato, quello nord, il lunghissimo nastro giallo viagga parallelo a quella bianca, mentre a sud devia per passare dinanzi alle porte di accesso al ponte attrezzato.
Per inciso, come avrete tutti notato, la velocità dell’arteria è stata contemporaneamente abbassata a 50km/h. Per cui io, da guidatrice ligia ai regolamenti e non dovendo incolonnarmi per la scala mobile, i primi giorni mi sono messa sulla corsia di sinistra, per trovarmi regolarmente sorpassata a destra. Cosa, che come è facile comprendere, è estremamente pericolosa.
Ho quindi deciso di assumere un atteggiamento più morbido e prudente, anche se non so se non passibile di contravvenzione, che consiste nel percorrere la corsia gialla. Ma, a scendere verso Gallitello, si crea un ulteriore problema: tanti automobilisti ‘tagliano’ senza problemi passando sulle zone zebrate e creando problemi di precedenza all’uscita della chicane dell’Unicef.
Io confesso la mia ignoranza: non riesco a capire il senso delle modifiche fatte. Non comprendo la necessità di installare tanti cartelli, peraltro molto vistosi e che hanno sicuramente i loro costi, e che non sono assoluamente comprensibili anche da parte di chi vive in città (figuriamoci cosa possa capire chi viene da fuori). Non comprendo la lunghezza di questo ‘incolonnamento’. Non comprendo la convenienza di tornare a ridurre la velocità su una delle poche strade su cui è possibile muoversi un po’ più celermente e senza pericolo.
Soprattutto non capisco perchè, a fronte della sovrabbondanza di indicazioni su viale dell’Unicef, corrisponda la totale assenza di cartelli all’imbocco del nuovo cavalcavia alla fine di via Vaccaro.
Ho cercato in giro su Internet, anche sul sito del Comune, ma non ho trovato risposte alle mie domande.
Qualcuno può essere così gentile da colmare la mia ignoranza?
Ai tempi della Potenza “che era” certe porcate non le facevano…..
Hai perfettamente ragione nella tua denuncia. Non c’era alcuna necessità di regolamentare, a pene di segugio, il traffico sulla “fondovalle”, siamo all’assurdo, l’unica strada cittadina a 4 corsie, fuori dal centro abitato con il limite a 50 km/h………. Sono ben altri i posti in città dove si deve regolamentare il traffico, potevano risparmiare i soldi spesi per creare, fra l’altro, disagi e pericolo……
Ti chiedo scusa per il mostruoso rirardo nell’approvazione del commento, mi è proprio sfuggito! Mi cospargo il capo di cenere…