Chi è oggi abituato a vivere nella realtà multimediale di oggi credo che non riesca nemmeno ad immaginare quale fosse la realtà degli anni sessanta.
Le risorse tecnologiche disponibili all’epoca erano modestissime e sotto questo punto di vista la Basilicata era in tutto e per tutto una propagine della vicina Puglia.
Dal 1959 a Potenza veniva prodotto, come diremmo oggi, il Corriere della Basilicata, cioè il giornale radio, che andava in coda all’edizione pugliese in quanto la nostra regione non disponeva all’epoca di impianti trasmittenti, ma solo di ripetitori.
Nonostante le limitate risorse a disposizione, la Rai a partire dal 1960 mise in piedi un progetto estremamente valido ed interessante e che, ahimè, non avrebbe avuto il seguito che avrebbe meritato: i supplementi domenicali dei corrieri regionali.
La Domenica il Corriere della Basilicata non andava in onda e veniva sostituito da ‘Il Lucaniere‘: una sorta di rivista, come quelle che erano di voga all’epoca, focalizzata sull’attività regionale e che afforntava le problematiche di tutti i giorni in modo scherzoso e leggero.
Ogni domenica l’appuntamento era di rigore: dalle 14:00 alle 14:30 veniva trasmessa ‘La Caravella’, cioà l’edizione pugliese. Alle 14:30, per mezz’ora, ci si incollava con l’orecchio alla radio per sentire le voci amiche de ‘Il Lucaniere’, annunciate dallo strillo di Nanni Tamma.
Risentendola al giorno d’oggi la trasmissione sicuramente strappa un sorrisino, ma il fatto stesso che il ricordo di quando l’ascoltavo da bambina sia tutt’ora ben impresso nella mia memoria è significativo del fatto che per l’epoca costituisse una produzione importante.
Credo che vi sia anche da sottolineare come la maniera di affrontare gli argomenti ed i problemi che traspare dalle macchiette e dalle battute, sia pure nella leggerezza dell’impianto generale, costituisca un modo di fare informazione apprezzabilmente diverso dal velinarismo (inteso in senso giornalistico) che contraddistingue molta dell’informazione locale odierna.
Per quasi un decennio la Rai portò avanti il progetto, poi per ragioni a me ignote mise fine alle trasmissioni, senza proporre nulla a colmare il vuoto lasciato. Qualche flebile tentativo ci sarebbe poi stato, ma i realtà ben diverse, con la creazione della terza rete, nel 1979.
L’impianto era quello classico del varietà radiofonico dell’epoca, fondato su monologhi, macchiette, parodie di canzoni… e l’immancabile scenetta in vernacolo – Il braciere.
Comunque, credo che un esempio sia più significativo di tante parole: questa è la trasmissione del 24 dicembre 1961, divisa in tre parti per esigenze di hosting.
In ultimo: io sono molto curiosa e non sono mai riuscita ad identificare il brano utilizzato come sigla iniziale e finale. Mi piacerebbe tanto conoscerne autore e titolo. Qualcuno è capace dopo tanto tempo di soddisfare questa mia curiosità?
Prima parte:
Seconda parte:
Terza parte:
Carissima,
la nostalgia mi ha preso in questo momento e il desiderio mi ha portato a vivere i momenti in cui anch’io, da Torre del Greco, mi incollavo per sentire IL LUCANIERE la domenica e IL CORRIERE DELLA BASILICATA dal lunedi al sabato dalle 14,20 alle 14,40:Nanny Tamma, Flora Basuvo, Franco Angrisani,Franco Corrado, Lino Viggiani e tanti altri erano diventati per me amici veri.
Scrissi loro perchè mi mandassero cinquemila lire. Non avevo soldi, ero ragazzino e mi servivono per raggiungere Potenza che nel frattempo era diventata per me la città al di sopra di tutte le altre,finanche della mia.Non ricordo se quelle 5mila lire mi furono inviate.So che a Potenza ci andai, avevo tredici-quattordini anni e spesso,successivamente, frequentavo la RAI a viale della Pineta. Qualche volta sono stato pure intervistato per IL CORRIERE DELLA BASILICATA per spiegare ai lucani questa mia passione. Qualche altra volta Nanny Tamma mi faceva anche leggere qualche notizia. Ho appreso da lui il modo di annunciare, parlare, fare lo speaker.Da quel momento ho amato la radio, sono diventato “sfortunato” pubblicista, ho curato un radiogiornale cittadino, ho avuto un mini-contratto in Rai per radio due e poi niente: senza santi, senza persone che ti incoraggino…sai, capisci. Qualche tempo fa ho sentito Nanny Tamma e gli ho promesso di andarlo a trovare. Dimenticavo: tra gli amici della RAI di Potenza annovero anche Nunzio Viola, il tecnico di quelle fortunate trasmissioni: non avevano mezzi, si adoperava il nastro, le forbici per unire i pezzi. Davvero erano degli eroi. Che sorpresa e che emozione a rise ntire la sigla de IL LUCANIERE.Scoprirti è stata davvero un a bella cosa.
Con nostalgia ti saluto. Antonio Ascione-Torre del Greco
Ciao Antonio,
Ricordo molto bene tutte le persone che hai citato e di Nunzio Viola, storico fonico RAI di origini napoletane, il particolare di una colorita intervista, se non vado errata di Mario Trufelli, sul tema della ‘sfortuna’ nel Corriere di un venerdì 11 novembre.
D’altro canto la ‘ragione’ del mio blog è proprio quella di mantenere viva la memoria. Grazie per tua testimonianza.
Quello che ho scritto ieri non è tutto. Di Nanny Tamma ricordo la bellissima rubrichetta “Salvatore poeta sognatore”: nei cinque minuti d questo siparietto da mezzo ubriaco diceva tante verità sulle malefatte dell’amministrazione civica e di varie realtà del tempo. A proposito: come stanno Trufelli, Franco Corrado, Di Tullio, Sabia… Chiedi se qualcuno conosce il titolo della rubrica de IL LUCANIERE, spero di poterti aiutare. Di certo ricordo anche la sigla di chiusura: “Diciamoci ciao”, un arrivederci da grande rivista. Altra bella sigla era quella del siparietto sportivo “Cardioplama”, dal titolo del maestro Gino Mescoli. E’ triste ricordare; ma è soprattutto triste pensare che tutto questo è scomparso per fare spazio al potere giornalistico. I comitati di redazione di allora plagiarono la Direzione Generale della RAI sostenendo che quello spazio domenicale era roba loro. Eppure non si rendevano conto che quei supplementi spassosi davano piu’ forza ai quotidiani radiofonici. Per questo sono scomparsi “la Caravella”, “Spaccanapoli”, “Calabrisella”, “Fichi d’India”, “Campo de’ Fiori” e via regionando. Saluti. Antonio
e poi c’era amche “Il Dispari”, che sostitui’ IL LUCANIERE: te ne sei scordata?
c’era anche IL DISPARI: te ne sei scordata?Buon lavoro.Antonio
ma che fine ha fatto il tuo bellissimo portale?Ho scritto alcune riflessioni ma non ti ho piu’ letto.Tutto bene a Potenza?Fatti sentire che è bello parlare di cose lucane e potentine….
sarebbe belo continuare con il portale.Scrivi sempre di cose potentine:mi carica….
Grazie:)
Ho ancora tantissimo da scrivere, ma al momento purtroppo mi manca il tempo per dedicarmi…